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Ecco dove finiscono i soldi delle multe stradali elevate dai vigili del Comune di Cremona


La Giunta Comunale ha deliberato che i proventi per l’anno 2006 derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni al Codice della Strada siano così destinati:
Spesa corrente Personale (quota contributi) € 761.000,00; Acquisto beni di consumo e/o materie prime € 12.500,00; Prestazioni di servizi (rimozione forzata) € 67.200,00; Oneri straordinari gestione corrente (Progetto servizio ordine pubblico e restituzione proventi contravvenzionali) € 242.800,00; Personale viabilità (quota contributi) € 53.000,00; personale mobilità (quota contributi) € 48.200,00; Acquisto beni di consumo e/o materie prime € 21.300,00; Prestazione di servizi - Spese diverse servizio mobilità e delega trasporti € 4.300,00; erogazione all’AEM per servizio di segnaletica stradale € 80.000,00; Utilizzo di beni di terzi € 9.600,00; Oneri straordinari gestione corrente (interventi straordinari traffico e parcheggi) € 124.000,00.
Rimborso per prestiti  Rimborso di quota capitale di mutui e prestiti (FRISL relativi alla viabilità) € 194.704,25.
In totale si tratta di € 1.619.204,25, in misura superiore al 50% della presunta entrata dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni al Codice della Strada previsti in € 1.900.000,00. Le disposizioni di legge stabiliscono che una quota pari al 50% dei proventi derivanti dalle sanzioni pecuniarie è destinato, fra l’altro, anche al miglioramento della circolazione sulle strade, al potenziamento ed al miglioramento della segnaletica stradale, alla fornitura di mezzi tecnici necessari per i servizi di polizia stradale di loro competenza ed alla realizzazione di interventi a favore della mobilità ciclistica, nonché, in misura non inferiore al 10% ad interventi per la sicurezza stradale in particolare a tutela degli utenti deboli (bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti).


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Bracchi, Lazzarinetti, la tessera e gli sciacalli


di ANTONIO LEONI


Interrogatori a Cremona del prof. Italo Bracchi in relazione alle distrazioni di fondi milionari in euro e miliardari in vecchie lire compiuti all’interno del suo studio che condivideva con un altro professionista, Lazzarinetti, reo confesso. I giudici debbono stabilire chi le ha compiute, dove sono finiti quei soldi. E nel contempo, come è ovvio si scatena la bufera politica. Dove, ciascuno per la sua parte è sciacallo. E ci spieghiamo.
Pizzetti afferma che Lazzarinetti e Bracchi erano stati collocati perché erano conosciuti come bravi professionisti.

La turlupinatura elettorale

La legge elettorale da poco firmata da Ciampi è una legge truffa che mira a cristallizzare le oligarchie del partitismo bipolare. Il sistema maggioritario infatti non è stato sostituito con una autentica legge proporzionale capace di promuovere la partecipazione della popolazione, bensì con un grosso pasticcio, studiato su misura da Berlusconi e dai suoi accoliti
Le misure ad personam, uno dei noti mali del centro-destra, sono state introdotte anche nel nuovo sistema di voto: non solo gli iniqui sbarramenti al 2, al 4, al 10% alla Camera, non solo il pesantissimo sbarramento al Senato, ma anche la scelta delle candidature dei "favoriti" da parte dei segretari e delle camarille dei partiti, oltre l'impossibilità da parte degli elettori di esprimere sulla scheda la preferenza e di mandare finalmente a casa decine di parassiti e di assenteisti. Una legge, insomma, che trasforma il già inadeguato meccanismo elettorale in un grande imbroglio in cui verranno eletti gli amici dei segretari e gli amici degli amici dei segretari.

Il rappresentante di Cremona Solidale Beppe Bettenzoli elenca una serie infinita di aziende di proprietà pubblica nei quali i due professionisti figuravano come sindaci (e dunque come garanti) a vario titolo. E di Bracchi il diessino Pippo Superti fa l’elenco della mansioni non proprio trascurabili assegnate a Italo Bracchi (mandatario elettorale di due campagne di Corada, tenutario dei bilanci dei DS, delle buste paga e della contabilità dell’IVA).
Allora il punto non è quello che reclama Pizzetti , ricattando il dibattito con la minaccia di querele e riducendo il discorso al fatto.
L’immoralità è ben più pesante, generalizzata, invasiva: di tanto, non solo lui, tutti i partiti dovrebbero rendere conto.
Lazzarinetti e Bracchi, ma quanti altri di destra e di sinistra si trovano nella stessa situazione, ovvero quanti altri godono della poltrona ben remunerata soltanto perché hanno in tasca la tessera di un partito che comanda in questo o quel posto di un ente o di una azienda pubblica?
I cittadini senza tessera, senza cimice all’occhiello sono fuori dal sistema degli incarichi. Così, spesso ai vertici abbiamo autentici idioti. Ma non importa. Conta la fedeltà che garantiscono in cambio di quella tessera. Come si può essere allora tranquilli che loro, ben remunerati e difesi al limite dell’impudenza dalla discriminante partigiana, faranno gli interessi della comunità e non del partito che li mantiene? Come si potrà garantire al cittadino che interverranno con mano ferma e limpida quando i partiti li mteranno di fronte ai loro errori per non parlare delle loro schifezze (a volte per mantenere ben salde le stesse poltrone) e inevitabilmente gli interessi della parte andranno in conflitto con quelli della comunità?
Ecco la immoralità dilagante e scandalosa che del fascismo ha importato e perfezionato un unico comandamento: per fare strada e avere senza merito tanti soldi in tasca, al disopra di ogni criterio di competenza, professionalità ed impegno, bisogna avere la tessera. Forte del voto, il partito si sente destinatario della unzione divina. Ma se i diritti sono soltanto quelli dei partiti, dove finiscono i cittadini? Purtroppo la dicotomia viene amplificata, rafforzata, dalla nuova legge elettorale.
Per restare in casa, i casi Carminati in An, Ladina in Provincia , Zampini in Comune, le disgrazie di tanti altri che gridano agitando Montesquieu contro la dittatura di pochi furbi, ben collocati, ormai senza neppure più l’alibi - e sono loro stesso a dichiararlo - della ideologia esprimono bene lo schifo, la ondata di melma calata sul Paese di cui i Conforti ed i Fiorani sono soltanto alcuni attori. Tanti altri sono passati, spesso nell’impunità, e seguiranno.

Chi ha affidato i fallimenti a Bracchi e Lazzarinetti, è responsabile o no?

Caro direttore,

ho letto con attenzione gli articoli pubblicati dal suo giornale sul Caso Bracchi-Lazzarinetti. Non sono giudice, quindi non giudico. Però pongo una domanda proprio sui giudici e chiedo il suo autorevole parere. La gestione dei fallimenti chi la assegna ai commercialisti? Se non erro, i giudici. Chi ha scelto ripetute volte lo studio Bracchi e Lazzarinetti? I giudici, immagino. Che sicuramente avranno poi affidato certi incarichi non solo a questi due signori. Almeno credo. E chi è deputato a verificare l’operato del commercialista incaricato? Il giudice fallimentare. Se non erro. Il particolare, se il mio ragionamento non è errato (mi corregga se sbaglio) rivela risvolti quantomeno preoccupanti, senza certo ipotizzare malafede o peggio, sia chiaro, da parte dei giudici.
Ora, se taluni amministratori, (che oggi vengono accusati da qualche moralista di turno di aver assegnato magari un solo incarico di revisore in una singola società, ritenendolo persona perbene e professionalmente preparata), hanno creduto alla buona fede di questi signori, ripetutamente incaricati dai giudici di gestire fallimenti, forse non avevano un motivo in più per scegliere proprio loro?
Attendo una Sua risposta.
Grazie


Giuseppe Sacchi,

Cremona

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Ecco in intervento intelligente che pone delle domande significative su un aspetto del problema. Anche noi ci poniamo gli stessi interrogativi.
Ma andiamo avanti. il problema di ordine generale posto del nostro giornale è: perchè la tessera è discriminante nella assegnazione degli incarichi pubblici? Perchè i partiti si rivolgono a persone che per la loro tessera garantiscono una visione e un giudizio che difficilmente possono ritenersi obiettivi e indipendenti e che comunque nell'eventualità di un dubbio diventano un caso di coscienza a volte insolubile. che (perché tutti ci hanno famiglia) può ulteriormente risultare condizionato dal ricatto del denaro, di uno stipendio, di un gettone spesso assai sostanzioso? Lungi da noi dal sostenere che i "tesserati" siano tutti disonesti. Ma se ci si affida alla garanzia di una tessera o di una simpatia dove va a finire il principio democratico dell'uguaglianza sancito dalla costituzione? In questo senso l'immoralità, ribadiamo, è diffusa, grave, gravissima.



Dal 22 al 27 gennaio passaggio a livello di via Ghinaglia chiuso per lavori

Tutte le modifiche alla viabilità - Passaggio in sicurezza per pedoni e ciclisti

Via Ghinaglia sarà interessata da lavori stradali inerenti la manutenzione della rete ferroviaria e relativo passaggio a livello, che saranno attuati per conto di R.F.I., Rete Ferroviaria Italiana, dalle ore 8 del 22 gennaio alle ore 13 del 27 gennaio. I lavori consistono nel rifacimento del tratto di sezione ferroviaria mediante la sostituzione delle attuali traversine, così da rendere quel tratto più adatto alle nuove tipologie di carrozze in transito. L’Amministrazione Comunale - che si è impegnata a fare in modo che possa essere consentito il transito almeno ai pedoni ed ai ciclisti - pur comprendendo il possibile disagio che ne deriverà alla cittadinanza, ricorda che si tratta di un’opera ritenuta urgente e non differibile da parte di R.F.I e che sta particolarmente a cuore anche al Comune in quanto volta a migliorare la sicurezza di quel tratto ferroviario, fatto certamente importante, soprattutto alla luce dell’incidente ferroviario avvenuto poco tempo addietro nei pressi della stazione di Cavatigozzi.
Per limitare i disagi ed i pericoli per la circolazione stradale saranno adottati i seguenti provvedimenti: divieto di circolazione veicolare in Via Ghinaglia (ad eccezione dei soli pedoni e biciclette) in corrispondenza del passaggio a livello ferroviario, con contestuale chiusura su entrambi i versanti. L’incrocio con Via Massarotti rimarrà aperto alla circolazione. Predisposizione di percorso protetto ciclopedonale all’interno dello spazio compreso tra le barriere del passaggio a livello. Questo corridoio potrà essere utilizzato solo da pedoni e biciclette nella fascia oraria compresa tra le 7.30 e le 20 esclusivamente a barriere alzate.
Per il traffico proveniente dal centro città, come indicato dalla segnaletica che verrà posizionata, il percorso sarà il seguente: Via Ghinaglia, Via Massarotti, Via Trebbia, Via Monviso,Via Eridano, Via Sacco e Vanzetti quindi immissione sulla Via Milano con direzione periferia.
Per i traffico proveniente dalla periferia - Veicoli di massa complessiva sup. a 3.5 t : da Via Milano, Via Costone di Sotto, Via Eridano, L.go Moreni, Viale Po, P.zza Cadorna, Via Massarotti. Veicoli di massa complessiva fino a 3,5 t - da Via Milano, Via Sesto, Via S. Abrogio, Via Castelleone, Via Bergamo, Via Crema indi immissione in Via Ghinaglia. Divieto di sosta, fermata e rimozione forzata 00.00/24.00 su entrambi i lati in Via S. Ambrogio nel tratto compreso tra Via Sesto e Via Castelleone.
L’assito di cantiere verrà installato esclusivamente nello spazio esistente all’interno del passaggio a livello e sarà costituito da barriere rigide di altezza minima mt. 2.50. e sarà posizionata contestuale apposizione di segnaletica diurna e notturna regolamentare. Durante la fascia oraria di transito consentito ai pedoni e alle biciclette, mediante l’ apposito corridoio, vi sarà la presenza di personale di R.F.I. a tutela dell’ incolumità degli utenti. Dalle ore 20 alle 7.30 il corridoio ciclopedonale sarà vietato alla circolazione mediante chiusura fisica utilizzando barriere di cantiere rigide. Il corridoio per il transito ciclopedonale sarà opportunamente segnalato e totalmente isolato dall’assito di cantiere.




La pagina è aggiornata alle ore 13:11:32 di Ven, 20 gen 2006





I nostri auguri con
"I 12 mesi di Giorgia": il miracolo della vita:



Una mamma racconta con le immagini il primo anno di vita della sua bambina

cliccando qui vedrete scorrere le fotografie una dopo l'altra. Un'emozione intensa per il rinnovarsi del miracolo di una vita che apre gli occhi al mondo: è il nostro
Buon Natale e
Buon 2006



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