Passato e presente dello sport e dei suoi campioni


Accadde una volta
100 anni fa

Questa rubrica si propone di ricordare mensilmente i fatti sportivi più importanti svoltisi 100 anni fa a Cremona.

Gennaio 1906


Le grandi cacce: da un giornale dell'epoca


La caccia

Quel che si uccide ora in Italia

17 gennaio 1905
I nostri lettori amanti della caccia, non credano che con la chiusura dell’anno venatorio noi abbiamo a tacere delle avventure che sono a loro molto care, perché proprio - vedi ironia del caso - le migliori notizie giungono ora. Si dice che il cacciatore impersoni l'incontentabilità, e non a torto, poiché le mille e una leggine onde l’Italia può a buon diritto vantarsi, in materia di caccia, bastano a rendere... malcontenti i nove decimi dei nembrotti di buon senso.
A Milano.... ed Uniti, la campagna è deserta come un cimitero. Anche i bracconieri non trovano il tornaconto per arrischiare una molto probabile contravvenzione! Dove ancora si perseguita la selvaggina acquatica, che si ostina sempre a non farsi trovare, i pochi valentuomini che il fuoco9 sacro ancora non ha abbandonato, sono più malcontenti che mai. I cacciatori, che in molti punti si assomigliano alle procellarie desiderano dovunque il freddo e il libecccio, ed il vento infausto, al quale si devono tanti e tanti disastri marittimi. Ma i fortunati sono pochi, assai pochi, come sempre avviene in questo mondo di disillusioni.
Raccogliamo tuttavia, a titolo di cronaca, le notizie della settimana.
Il corrispondente grossetano della Tribuna Sport comincia una interessante inchiesta sul bilancio venatorio dell’anno appena trascorso. Tra le cifre più interessanti: dalla stazione dell’Albarese sono stati spediti oltre 200 cinghiali, e furono pure uccisi una quarantina fra daini e caprioli. Tanto per la statistica, mentre le condizioni presenti non sono troppo floride, mancano i germani e le beccacce.
In Toscana i confratelli nostri sono ora meno soddisfatti. L e già reali tenute di Coltano e Tombolo offrono loro ampio mezzo di divertirsi, e benché i risultati attuali ottenuti in quel di Firenze, siano generalmente buoni, i cacciatori del luogo si ripromettono maggiore fortuna nelle prossime settimane, se le condizioni climatiche diventeranno propizie.
A Roma, assai poco di nuovo, se ne eccettuiamo le cacciate periodiche a cinghiali della Cacciarella Agro Romano che anche in una recente partita ottennero risultati buoni.
A Napoli l’ultima settimana è stata alquanto propizia per quei cacciatori appassionati che hanno potuto dedicare vari giorni di seguito alla caccia alle beccacce nelle località adatte. I germani scarseggiano e non si hanno notizie di buone ammazzate di questi acquatici. Beccaccini pochissimi, ne vi è altra selvaggina che possa compensare la loro mancanza.
E’ notevole, fra i non molti, il carniere ottenuto da tre cacciatori in quel di Bellamura: 58 beccacce, 12 beccaccini, un colombaccio, una lepre e 20 tra tordi e merli, in undici giorni. Non vogliamo qui ricordare le grandi cacce in bandita, che non possono in ogni modo confrontarsi con le cacce fatte in terra libera, con difficoltà infinitamente maggiori.
I cacciatori del basso pavese hanno nei due giorni ultimi un ottimo diversivo nelle pavoncelle, il cui passo fu molto accentuato. Non si tratta certo di selvaggina di prima classe, ma un voletto di fife val sempre una ed anche due schioppettate. Fortunato fu un cacciatore di Chignolo Po che ieri mattina, favorito da una folta nebbia, poté abbatterne in due colpi quattordici. Il tempo continua favorevolissimo per la caccia del palmipedi. Quelli che li attesero invano ai capanni, non poterono notarne che pochissimi, e tutti passarono fuori tiro. Di beccacce, zero.
A completare questo quadro dò cenno delle superbe battute compiutesi nella scorsa settimana a Fondi (Caserta) nelle tenute del principe Oderisio di Sangro. Assecondate da tempo splendido e dal clima mitissimo, quelle giornate segnarono una vera ecatombe di selvaggina caduta sotto i sapienti colpi di tiratori fortissimi, fra i quali oltre i fratelli principi di Sangro, contavasi il nostro patrizio dott. Annibale Grasselli-Barni.
Furono abbattuti: 10 cinghiali, una volpe, un’istrice, 47 b3cacce, un beccaccino, 36 anitre, 11 tordi, tre rapaci (uno, un falcone bianco) e 105 colombacci, con un totale di 225 capi; quanto basta, cioè, per far venire l’acquolina in bocca ad una legione di cacciatori!- x



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Domenica la fiaccola olimpica a Cremona: un libro discute il mito



Come mai una manifestazione che auspica la pace fra i popoli, il rispetto dell'ambiente e dei diritti umani è sponsorizzata da multinazionali che violano costantemente tutti questi principi?
Una domanda inquietante che fa scalpore ed alla quale cerca di rispondere, assumendosene responsabilità dirette, un libro che svela i retroscena di quella che, in tutto e per tutto, si può considerare una vera e propria multinazionale, disposta ad andare contri i principi etici pur di vendere al meglio il proprio prodotto: le Olimpiadi.
Attraverso le pagine di questo libro si constata in modo malaugurato come, ai nostri giorni, le Olimpiadi non siano un'opportunità di crescita e di guadagno per la popolazione che le ospita, bensì soltanto un vantaggio economico delle multinazionali e dei grandi gruppi industriali che agiscono a spese del singolo cittadino, attraverso tasse più onerose, disagi, devastazione del territorio.
Ampio spazio è dedicato alle olimpiadi di Torino 2006 ed emerge chi si avvantaggia realmente; chi ci perde; quali sprechi si stanno facendo, quali scempi ambientali e quali pericoli si nascondono dietro la costruzione delle strutture...e tante altre informazioni che difficilmente giungeranno all'orecchio dall'informazione "ufficiale".

Azzurri di ieri

Cesare Canetta, cestista casalasco di mezzo secolo fa



Cesare Canetta e Cristian Marchetti due casalaschi da maglia azzurra, seppure a mezzo secolo di distanza

di Cesare Castellani

Cesare Canetta Cremona e forse nella sua stessa Casalmaggiore, probabilmente lo conoscono o lo ricordano in pochi. Eppure, è stato il più grande e più famoso giocatore di basket della zona, capace di vestire la maglia azzurra in cui il basket si chiamava ancora palla al cesto con dedenominazione prettamente italiana.

Lo abbiamo incontrato a Milano nella serata che la Regione Lombardia ha dedicato ai suoi migliori atleti e rivissuto con questo ottantenne in gamba ed entusiasta come un ragazzino, i grandi momenti della sua lunga carriera sportiva, purtroppo interrotta dal coinflitto mondiale che costrinse lui, come tutti gli sportivi del suo tempo, ad una lunga interruzione dell'attività agonistica.

Colonna della gloriosa Borletti di Milano, poi sfociata nell'altrettanto gloriosa Simmenthal che per decenni dominò la scena cestistica nazionale, Canetta vinse con la maglia della società milanese anche lo scudetto del 1938 1939 e vestì più volte la maglia della squadra nazionale.

" Non ho guadagnato nulla - dice oggi senza alcun rimpianto - ma mi sono divertito tanto, certamente più di tutti coloro che giocano il basket di adesso. Potrei andare a vedere tutte le partite, ora, ma ci vado una volta su tre: non c'è più fantasia, non c'è più nulla lasciato all'iniziativa personale. Noi si giocava sul contropiede, sullo spunto di ciascuno, pur nell'ambito del gioco di squadra."

E i ricordi delle tante partite giocate: " Ci sono palazzetti e palestre da sogno. Bene così, ma pensa quando noi giocavamo all'apetrto sotto il sole o la pioggia, magari dopo aver liberato il campo dalla neve. E a Monfalcone, dove avevano una buona squadra? Il campo in riva al mare e talvolta soffiava la bora a cento all'ora. E per vincere il freddo mettevano dei secchi d'acqua calda agli angoli del campo e vi gettavamo le mani intirizzite per qualche secondo per riscaldarle e poi giocare con quei palloni che avevano ancora la cucitura, rimbalzavano dove volevano e pesavano al punto da dover tirare solo da vicino. E i tabelloni di legno. E' vero era un'altra pallacanestro, ma era divertente, per chi giocava, certamente più di adesso."


Canetta, col n. 8 nella squadra del Borletti campione d'Italia nel 1938 1939


Cinque minuti soltanto dura il breve colloquio con l'antico campione che ancora dimostra un grande attaccamento a Cremona e Casalmaggiore nonostante abiti ormai da sessant'anni a Milano, ma bastano per avere dell'uomo e del campione una sensazione di grande umanità: è tutto quello che potevamo chiedere ad un personaggio del suo stampo proprio mentre accanto a lui la gente si affollava intorno a Dino Meneghin.

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Accadde una volta
50 anni
fa

Questa rubrica si propone di ricordare mensilmente i fatti sportivi più importanti che si svolsero 50 anni fa a Cremona

Gennaio 1906

Calcio

La Cremonese chiude l'anno in terza posizione in classifica con due vittorie ed un pareggio nel mese di dicembre. Batte infatti Lecco (2-1) e Catanzaro (5-1) e pareggia col Treviso 2-2


Pugilato: Pozzali

Grande riunione a santo Stefano con Faverzani che batte ai punti l'austriaco Leo Starosch, reduce dal pareggio col campione europeo Stretz. nel contorno, tutto professionistico, vittorie di Gianluppi su Spagnol, Frigeri su Staccini, bellotti su Ray paini e pareggio di Mineri col francese Merialdo


Basket

Buon periodo per Cremona che batte la virtus Pavia (78-55), Bolzano (53-48) e pareggia con Thiene (47-47) salendo al secondo posto in classifica alle spalle di Padova


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Sab, 14 gen 2006